“Immagini
del mondo floreale”
Acquerelli ispirati alla
tecnica giapponese Sumi-e
« Dipingere
i fiori, è imitare ciò che la natura ha di più
piacevole e di più affascinante ; sembrano in effetti
creati per sedurre gli occhi, ed è al pittore, all'acquarellista
che appartiene di rendere il più grande omaggio alla
loro bellezza ».
Henry Guédy, Nuovo
manuale completo di pittura ad acquarello, 1903.
Questi acquerelli a vocazione
essenzialmente decorativa, sono nati da un interesse per l'arte
asiatica, e più in particolare per la tecnica della
pittura "zen" giapponese, detta Sumi-e.
La tematica quanto la tecnica, hanno questa radice comune.
L'arte giapponese è stata una fonte d'ispirazione importante
per i pittori francesi sin dalla fine dell'800 : non solo
sugli impressionisti (le note Ninfee
di Monet e la serie dei rami di
mandorlo in fiore di Van Gogh) ma anche sui pittori
nabis.
Centrati sul mondo floreale e ciò che è attinente
ad esso (insetti, pesci...), questi acquerelli rivisitano
cosi alcuni soggetti ricorrenti nell'universo delle stampe
asiatiche ukiyoe (“Il mondo
fluttuante”). Vi si trovano : peonie giganti
(fiore peraltro della Cina), fiori di loto, orchidee, libellule
in volo e carpe rosse.
A
questi soggetti, si aggiungono però altre immagini
ricorrenti nella botanica occidentale (quali papaveri, soffioni,
iris e farfalle) o nelle natures mortes dal '500 in poi. (1)
Nella serie di acquerelli monocromatici, le inquadrature in
primissimo piano richiamano anche le fotografie botaniche
di Carl Blossfeldt, dalle moderne e geometriche composizioni.
In generale, le inquadrature
esaltano l'asimmetria e sposano formati oblunghi tipici della
cultura nipponica, utilizzando gli spazi bianchi come forma
piena.
Infine, come nella pittura
zen, la realizzazione è di tipo gestuale. Ogni forma
è creata da un gesto appositamente studiato. La ricerca
è quella dell'essenzialità, della semplicità
e della naturalezza volte a rivelare l'essenza delle cose.
Un' essenzialità formale che si può, in tal
senso, accomunare al linguaggio spoglio e condensato delle
poesie haiku.
Ricerca sintetizzata nelle
parole di un antico pittore zen al quale venne chiesto quanto
tempo avesse impiegato per dipingere un bambù e che
rispose “ cinquant'anni per
studiarlo, cinque minuti per dipingerlo”.
note
(1) - In particolare le natures mortes a guazzo
di Giovanna Garzoni nelle quali si riscontrano farfalle e
insetti vari. |